Cosa sono i CPR?
I Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) sono strutture detentive dove lo Stato italiano trattiene cittadini stranieri privi di regolare permesso di soggiorno, in attesa di espulsione. Non si tratta di carceri, ma di detenzione amministrativa: una privazione della libertà personale non legata alla commissione di reati, bensì a motivi burocratici o di sicurezza pubblica.
I CPR sono stati istituiti nel 1998 con la legge Turco-Napolitano come Centri di Permanenza Temporanea (CPT), poi rinominati Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) con la legge Bossi-Fini nel 2002, e infine CPR con la legge Minniti-Orlando nel 2017. Attualmente, in Italia sono attivi dieci CPR, tra cui quelli di Milano, Roma, Bari, Trapani, Macomer, Gradisca d’Isonzo e Brindisi-Restinco.
La durata massima del trattenimento è stata progressivamente estesa: oggi può arrivare fino a 18 mesi, secondo le modifiche introdotte dal governo Meloni nel 2023. I CPR sono gestiti da soggetti privati, selezionati tramite bandi delle prefetture, mentre la sorveglianza è affidata alle forze dell’ordine.
Nonostante le norme prevedano “adeguati standard igienico-sanitari e abitativi”, le cronache raccontano una realtà ben diversa: sovraffollamento, abusi, somministrazione incontrollata di psicofarmaci, condizioni igieniche critiche e frequenti episodi di autolesionismo.
Il CPR di Brindisi-Restinco: un buco nero istituzionale
Il CPR di Brindisi si trova nella frazione di Restinco, in aperta campagna, accanto a una caserma militare. È circondato da muri alti, sorvegliato h24, e privo di spazi comuni. Attualmente è attivo solo il lotto C, dopo che un incendio ha reso inagibili gli altri due. I pasti vengono consumati nei dormitori, spesso in condizioni igieniche degradanti.
Dal 2019, la gestione è affidata al consorzio HERA Soc. Coop. e AGH Resort Ltd, già coinvolto in altre gestioni problematiche come quella del CPR di Trapani. Secondo ActionAid, il costo medio annuo per ogni posto nei CPR italiani supera i 33.000 euro, ma le condizioni offerte sono ben lontane da uno standard dignitoso.
La morte di Abel Okubor: una tragedia che grida giustizia
Il 2 maggio 2025, Abel Okubor, 37 anni, originario della Nigeria, è morto nel CPR di Brindisi. Si faceva chiamare “Mimmo”. Era stato trattenuto per un vizio di notifica nella sua richiesta di protezione internazionale. Aveva appena trovato lavoro, ma non lo saprà mai. È stato trovato nel suo letto, con convulsioni e schiuma alla bocca. Gli attivisti sospettano un’overdose da psicofarmaci, distribuiti senza controllo medico.
La Procura ha aperto un’inchiesta, ma la verità resta avvolta nel silenzio. Le proteste dentro e fuori dal centro sono state immediate, ma la risposta istituzionale è stata tiepida.
Condizioni igienico-sanitarie e alimentari: “registro degli orrori”
Durante un’ispezione a sorpresa, l’eurodeputata Ilaria Salis ha definito il CPR di Brindisi “un registro degli orrori”. Ha denunciato lenzuola sintetiche riutilizzate per mesi, bagni luridi, cibo scadente e modificato a penna. Le persone recluse vivono nel terrore di essere deportate, anche verso l’Albania. “Luoghi come questi non dovrebbero esistere in un Paese civile”, ha dichiarato.
Una detenzione che spezza la salute mentale
Secondo la rete No CPR, il centro di Brindisi è un “buco nero” dove si consuma una lenta strage di Stato. Le persone entrano sane e ne escono spezzate. I farmaci vengono somministrati per sedare, non per curare. I tentativi di suicidio e autolesionismo sono frequenti. La direttrice stessa ha ammesso che “si impazzisce” dentro quei muri.
Conclusione: una vergogna istituzionale
Il CPR di Brindisi non è un’eccezione, ma un simbolo di un sistema che punisce la povertà e l’irregolarità. La detenzione amministrativa, che può durare fino a 18 mesi, è una pratica indegna di uno Stato democratico. Come ha detto Ilaria Salis: “Nessuno dovrebbe essere privato della libertà solo per non avere i documenti in regola”.
Fonti:
Wikipedia – Detenzione amministrativa
Lenius – Sistema detentivo migranti
Vita – Inchiesta sui CPR italiani


